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Chi siamo

La Biblioteca delle Oblate , inaugurata il 25 maggio 2007, è uno spazio culturale nel centro di Firenze a pochi passi da Piazza Duomo, ospitata nel suggestivo ex-convento trecentesco delle Oblate dal quale trae la sua denominazione.

La Biblioteca delle Oblate, oltre che per il fascino dei suoi spazi e la rilevante offerta multimediale, si distingue, nel panorama delle biblioteche fiorentine, come luogo d’incontro e di dialogo aperto a tutti e si rivolge, con particolare attenzione, al pubblico delle famiglie attraverso l’organizzazione di spazi e l’offerta di attività e servizi rivolti a giovani - adulti e bambini . 

La titolarità della gestione della Biblioteca delle Oblate compete al Comune di Firenze che, grazie al contributo della Regione Toscana, ha potuto sviluppare e ampliare, intorno al nucleo storico di quella che fino dagli anni 60 è stata la Biblioteca Comunale Centrale, nuovi spazi e servizi ispirandosi alle più attuali linee guida europee, in materia di organizzazione e gestione delle nuove biblioteche. 

Storia

La Biblioteca delle Oblate prende il nome dalla congregazione di pie donne che qui aveva sede, sorta in concomitanza con l'antistante ospedale di S. Maria Nuova, per svolgere attività di assistenza e manutenzione del nosocomio: le donne Oblate dello Spedale di S. Maria Nuova di Firenze, appunto. La congregazione nacque alla fine del XIII secolo, contemporaneamente all'ospedale, il più antico della città, fondato da Folco Portinari - padre della celebre Beatrice dantesca - nel 1288; il termine “oblata” deriva dal latino, e significa letteralmente “colei che si è offerta”, ossia che ha offerto la propria vita all'opera di assistenza altrui: queste pie donne infatti erano dedite all'assistenza delle malate e ad una serie di attività necessarie a tutto l'ospedale, quale essenzialmente la cura della biancheria, dalla tessitura alla lavatura, e la preparazione del cibo.

Le Oblate però sorsero come congregazione laica senza obbligo di voti: le adepte cioè facevano una scelta di vita monacale con un regime di semi-clausura, ma senza prendere i voti, mantenendo dunque la possibilità di abbandonare la congregazione qualora lo avessero voluto. Fu soltanto nel secondo dopoguerra, in seguito a un riordino generale all'interno della Chiesa Cattolica delle numerose congreghe di questo tipo, che le Oblate divennero un ordine religioso vero e proprio, le cui suore erano e sono tuttora infermiere a tutti gli effetti, dislocate nei vari ospedali fiorentini e attive nelle missioni, soprattutto nell'area delle Filippine.

Le Oblate rimasero qui, nella sede originaria, fino al 1936, quando si trasferirono nel nuovo nosocomio di Careggi; l'edificio fu allora venduto al Comune di Firenze, che ne è l'attuale proprietario. Poiché dunque esse, per tutto il tempo che vissero qui, non erano un ordine religioso vero e proprio, ma una congregazione laica, la loro sede era propriamente detta “conservatorio” piuttosto che “convento”, e tale denominazione troviamo usata generalmente nei documenti antichi.

La prima parte dell'edificio fu realizzata nei primi trent'anni del XIV secolo, in concomitanza con l'antistante ospedale: essa era costituita dalla metà circa dell'edificio, la metà più orientale, che si sviluppa attorno al chiostro trecentesco, quello dove è l'ingresso dell'attuale sezione di Conservazione e Storia Locale della Nuova Biblioteca. Di questa sezione faceva parte anche la prima corsia femminile dell'ospedale, corrispondente ai locali oggi occupati dall'Archivio Notarile Distrettuale, all'estremità orientale lungo via Folco Portinari.

Il resto dell'edificio è stato molto probabilmente realizzato nei cento anni successivi al 1330, non oltre la metà del XV secolo. Alla metà del XVII secolo risale il corridoio sotterraneo alla piazza di Santa Maria Nuova, che metteva in collegamento il Conservatorio con il coro della chiesa di S. Egidio, all'interno dell'ospedale, e con la nuova corsia ospedaliera femminile realizzata poco dopo, sempre all'interno del nosocomio.

Tutto il complesso ha grande rilevanza storico-architettonica, in particolare per il chiostro più antico, con le bellissime terrazze-tenditoio del terzo e ultimo livello, e per gli altri cortili interni. Nel 1936 la struttura fu acquisita dal Comune di Firenze. Dagli anni cinquanta ha qui avuto sede la Biblioteca Comunale Centrale di Firenze, trasferitasi dalla vecchia sede in Palazzo Vecchio, e che costituisce oggi la sezione di Conservazione e Storia locale della nuova Biblioteca.

Spazio

La Biblioteca si sviluppa intorno al chiostro trecentesco e si articola su tre piani collegati fra loro da scale e ascensori; due sono gli ingressi, sia da via S.Egidio, sia da via dell'Oriuolo, attraverso il lungo cortiletto che è stato restaurato in occasione dell'apertura della nuova Biblioteca, divenendo una sorta di “piazzetta” interna.

La superficie complessiva dell'intero ex-conservatorio è di circa 10.000 mq, di cui 7.500 coperti.

Al piano terra è situata la Sezione di Conservazione e storia locale. I documenti conservati a scaffale chiuso nelle due grandi sale testimoniano la storia di Firenze e della Toscana nei suoi vari aspetti. La saletta di accesso è dotata di un banco di accoglienza per i servizi di prima informazione, iscrizione, consultazione, prestito, assistenza all'uso dei servizi informatici compresa la navigazione internet anche con modalità wi fi. Le sale, con grandi tavoli per 80 posti lettura per lo studio e la consultazione dei documenti, ospitano anche conferenze, convegni, dibattiti culturali e il chiostro sul quale si affacciano costituisce il luogo ideale di incontro e di relazioni ma anche uno spazio per organizzare eventi, concerti, letture.

Al primo piano si trovano tre grandi sale dalle quali si può facilmente accedere alle terrazze coperte del chiostro. Le sale, allestite a scaffale aperto con divanetti per la lettura, postazioni informatizzate per la consultazione dei cataloghi e per la navigazione in internet, sono caratterizzate da funzioni diversificate ed organizzate per aree tematiche. All'ingresso della prima sala un'isola di accoglienza fornisce i servizi di prima informazione, iscrizione, prestito e restituzione. La sala ospita anche due punti per l'autoprestito.
Nella mediateca sono a disposizione dell'utenza lettori dvd per vedere i film, lettori CD per l'ascolto della musica, postazioni informatizzate per la navigazione libera in internet ma anche per seguire corsi di formazione a distanza, fare ricerche, usare la videoscrittura.

Al secondo piano, la sezione dedicata a bambini e ragazzi occupa uno spazio open-space di circa 250 mq, adeguatamente arredato per accogliere i piccoli lettori. E' suddivisa in due grandi aree: lo spazio bambini/famiglie e l'emeroteca. Lo spazio offre libri per bambini in lingua italiana e straniera di grande qualità, cd musicali, film e cartoni animati, PC con giochi interattivi ma anche la possibilità di connettersi a siti web selezionati. Le proposte per gli adulti, oltre a giornali e riviste, comprendono un'offerta dedicata alla didattica, al tema della genitorialità oltra a quello della promozione della lettura. 
Nell'emeroteca trovano posto i principali quotidiani italiani e stranieri, oltre a settimanali di informazione e vari periodici mensili.

La sala del secondo piano si affaccia sulle due splendide terrazze coperte che sono a disposizione degli utenti della biblioteca e dei frequentatori della caffetteria attigua e che costituiscono il luogo privilegiato per iniziative culturali.

Tutti gli spazi della biblioteca, compresi quelli esterni, sono coperti da tecnologia wi-fi.

Nella struttura, oltre alla Biblioteca, hanno sede altre importanti istituzioni culturali: l'Istituto di Paleontologia e il museo di Preistoria, l'Accademia “La Colombaria” e l'Istituto del Risorgimento.


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